Foto di: Monica Secco

Un corpo teso, autentico, concreto che deve dichiararsi ancora forte per guardare negli occhi un patriarcato ancora troppo marcato.
Un corpo che ha il coraggio di espandersi per liberarsi dai condizionamenti della morale e connettersi alla dimensione dell’invisibile e dell’intuito. Un corpo canale che sa essere attraversato dalle energie di un femminile rotondo, saldo, che respira “com-passione”. Il corpo quindi è immerso dentro un pianeta sempreverde, uno spazio altro senza compromesso. Una SuperEva esploratrice dell’invisibile e dell’Universo che si protende verso una relazione con la natura delle pulsioni umane con sacralità.

“In questo corpo concentrato ho un cuore che cresce all’infinito”

Alejandro Jodorowsky

 

VISIONARIA -

ATTO#3 SuperEva è un filo d’erba

AZIONI PERFORMATIVE DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEE

Concept artistico, coreografie, scrittura drammaturgica, direzione artistica di Monica Secco

Con il titolo SuperEva è un filo d’erba, Monica Secco porta una ricerca profonda e stratificata sul principio femminile come energia creativa fra terra e cielo. Il tema di questa terza edizione è la necessità del corpus sociale femminile di diventare forte e tonico, resistente e anti-fragile agli attacchi di un patriarcato infido e strisciante, ben radicato nelle pieghe mutevoli di una società sorretta dal potere maschile. In questo contesto di lotta e contrapposizione la fisicità donna è chiamata a espandersi e a crescere in uno slancio solidale di connessione con il mondo e la madre terra, un albero immenso il cui cuore-linfa batte nelle radici rigogliose di tutti corpi femminili dell’universo. Monica Secco declina questo motivo nel concept artistico, nelle coreografie e nello sviluppo drammaturgico di Visionaria Atto#3, affrontando lo spazio come un materiale malleabile in cui muri, cortili, corti esterne e sale del palazzo diventano apparati creativi per assecondare e sviluppare la peculiare ricerca di quest’opera, basata sul corpo inteso come organo performativo autentico e tonico, presente e vivo, un’estensione fisica che proietta in un mondo percettivo ampliato la visione, l’esperienza, la consapevolezza dello spettatore.

La corte esterna diventa l’approdo del prologo, una coreografia connessa al ritmo di radici danzanti, che solleva dal suolo al cielo sovrastante lo spirito dello spettatore, proiettato poi nel cortile interno a intercettare visioni di piante rampicanti e gesti rituali di connessione e scambio, fra le parole poetiche di un bardo d’edera. All’interno, la prima grande sala, abitata da Monica Secco e Ruggero Meirone, diventa un acquario dai toni cangianti in cui note argentine fanno da letto ad un fiume surreale di azioni, gesti, contatti e passi di tango, brividi d’anima intrecciati a corpi immersi in evoluzioni di relazioni e rimandi agli arredi, alle decorazioni e all’atmosfera accogliente di Palazzo Mathis. Poi veniamo condotti in un’altra parte della grandissima magione, un sistema di quattro stanze connesse, ognuna delle quali è abitata da opere d’arte appese ai muri e la presenza viva e potente di una performer, ognuna tedofora di luce scenica e visione, geografie di muscoli, vene, ossa. Dal Rinascimento con Chiara D’Ingeo, scatti rossi su di un tappeto di gravità, ad Audacia di Martina D’Oro, un viaggio fra resistenze e vittorie, lotte e visioni, passando per Figlia con Alice Gubetta, profumi di terra e cielo, oscurità che diventa geometria di senso, e Com-Passione con Ilenia Panté, che declina nell’ultima stanza del corridoio una perfetta simbiosi fra natura, passione e gesto. Completano la drammaturgia dell’evento anche le fotografie di Monica Secco, Pianeta Verdeinfnito, e la stanza installativa La grazia, immersione fra visione, sonorità e la sensazione della terra sotto i piedi. Visionaria si conferma anche quest’anno un’azione performativa che permette agli spettatori di vivere esperienze e percezioni extra-quotidiane e di apprendere una grammatica di codici corporei e intuizioni rituali, esaltando la connessione fra mondo umano e mondo naturale.

Alan Mauro Vai

Foto realizzate da Guido Savant

Visionaria è la scrittura dei corpi sulle superfici e negli ambienti, accompagnata da suoni, luci, odori, generatrice di una nuova visione non razionale, intuitiva, che apre a connessioni inattese tra umano e mondo.

Il confine si fa più sottile tra pubblico e performer, tra io e tu, tra visibile einvisibile.

L’idea è quella di offrire un’esperienza immersiva che ogni volta si compie ion modo unic, seppur con la presenza di elementi ricorrenti e di una narrazione sottostante.

Sette stanze. In ciascuna di esse si racconta, si scrive con il corpo del performer su chi guarda una storia intima ma comune, che inizia e termina in quel preciso e unico momento.

Questa terza edizione è stata presentata in dialogo con l’artista polacca Marta Czock e la Galleria d’arte ad essa connessa.

STAMPA Lavocedialba

CONCEPT ARTISTICO E DRAMMATURGIA Monica Secco

COMPAGNIA DI MONICA SECCO Ilenia Pantè, Martina D’Oro, Chiara D’Ingeo, Alice Gubetta, Ruggero Meirone, Gianluca Moro

ARTISTI OSPITI Gianluca Moro

IN COLLABORAZIONE CON Fondazione Marta Czock

PRODUZIONE, SOSTEGNO, ORGANIZZAZIONE E COMUNICAZIONE Artemovimento-centro di ricerca coreografica

EVENTO CURATO DA Monica Secco, Veronica Danielli

DIRETTORE TECNICO Ciro Nardone

FOTOGRAFO UFFICIALE Guido Savant

LOCATION Palazzo Mathis

PATROCINIO Comune di Bra

VISIONARIA ATTO3 É STATO PRESENTATO A PALAZZO MATHIS A BRA

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Visionaria * ATTO#2 Luce, tra Eros e Thanatos